DIENCA

"Classificazione acustica del territorio: definizione delle procedure e applicazione ad un caso reale"

Tesi di Laurea di: Marila Balboni - Relatore: Prof. Massimo Garai
Facoltà di Ingegneria - Corso di Laurea in Ingegneria Edile
Data esame: 17/06/98 - Voto esame: 100/100 e lode



Con il presente lavoro, si propone una definizione completa delle procedure ed una razionalizzazione della metodologia da adottare per la classificazione acustica del territorio e per la fase successiva, l'elaborazione dei piani risanamento.

L'intero percorso indicato dalle direttive legislative è stato applicato ad un caso concreto:
si parte dall'individuazione di quale dovrebbe essere la situazione acustica attuale di un intero quartiere di Bologna, nel caso specifico il quartiere S.Donato, tramite la classificazione acustica del territorio secondo una serie completa di criteri (proposta nel presente lavoro) [Fase I];
si passa all'accertamento dell'effettivo stato acustico di quest'area, utilizzando un metodo combinato di rilievo fonometrico e calcolo previsionale [Fase II];
interpretando i risultati forniti dal programma di simulazione, si individuano le zone che sono acusticamente sovraesposte [Fase III];
vengono delineati, infine, una serie d'interventi di risanamento volti a fare rientrare le aree nelle classi acustiche a cui sono state attribuite, evidenziando di volta in volta, tramite elaborati grafici, il miglioramento apportato da ogni intervento, fino all'ultimo proposto, ritenuto quello ottimale e praticamente attuabile [Fase IV].

Al fine di elaborare la proposta di un set completo di criteri generali per la classificazione acustica del territorio, ci si è basati sui dati censuari dell'intera città, tenendo conto che alla base di una realistica classificazione acustica del territorio deve esservi un adeguamento degli indicatori utilizzati alla dimensione urbana, produttiva e insediativa della città in questione. Nel definire, poi, un set di regole aggiuntive per casi particolari della classificazione a custica, si sono fatte delle scelte "politiche", ovvero scelte che dovrebbero essere fatte dall'Amministrazione Comunale, basandosi su considerazioni di carattere tecnico, economico e sociale.
La reale situazione acustica delle aree di studio è stata ricostruita grazie al modello di calcolo previsionale PREDICTOR (per gentile concessione della Bruel & Kjaer, divisione della Spectris Italia), che, in seguito alla taratura sulle misure condotte in sito in punti prescelti, ha permesso la restituzione di mappe acustiche dello stato attuale delle aree inserite. È stata poi confrontata la zonizzazione acustica con le rappresentazioni grafiche fornite dal programma di simulazione e sono state individuate le aree che richiedono interventi di bonifica.





Modellazione dei siti in esame con Predictor.

È stata così redatta una cosiddetta "carta della sofferenza acustica" [come la chiama R. Pisani] dello stato di fatto, che individua le sezioni censuarie oggi sovraesposte rispetto ai livelli della classe assegnata loro, ovvero indica quegli isolati su cui le opere di bonifica dovranno andare ad agire per mitigare l'inquinamento acustico attuale. A tale scopo, sono stati ipotizzati tre tipi di intervento di risanamento acustico, additivi l'uno rispetto all'altro, partendo dal meno invasivo per l'impatto ambientale, ovvero l'inserimento degli asfalti fonoassorbenti, fino all'introduzione delle barriere acustiche e alla costruzione del tunnel sulla complanare. In crescendo, si è notato un netto miglioramento della condizione acustica della zona, con decrementi dei livelli sonori fino anche a 10 dB(A), permettendo di fare rientrare molte sezioni censuarie nei limiti di classe. Infatti, in seguito ad ogni tipo d'intervento è stata elaborata la "carta della sofferenza acustica" relativa alla situazione che si crea dopo ogni opera, dove si nota un netto calo dei colori indicanti massimo allarme: con l'intervento ultimo, il più completo ma anche il più invasivo, si è giunti ad una situazione piuttosto buona, sia per il periodo diurno che notturno, soprattutto se confrontata con lo stato attuale.
Gli interventi proposti nel caso in esame, sono stati pensati nel rispetto ambientale della zona: il tunnel è stato realizzato solo su una tratta dove risulta strettamente necessario ed è stato vincolato ad un'altezza tale da non superare l'ostacolo costituto dalla ferrovia, mantenendo un'altezza regolamentare per il passaggio anche di mezzi pesanti di grandi dimensioni; le barriere sono state scelte in materiale ligneo opportunamente trattato e mantenute ad altezze contenute, non oltre i 4 m davanti ai nuovi edifici della seconda periferia della città, configurandole in modo da poter essere utilizzate anche come arredo urbano: probabilmente altezze maggiori avrebbero portato maggior beneficio ai piani più alti, ma l'aspetto ambientale ne avrebbe sicuramente risentito.










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